ricerca | mappa
| home
ita | fra | eng | esp
contattaci | copyright

Approfondimenti :: Schede correlate

Galleria video

No video

Galleria foto

immagine didascalia

Sestiere di Cannaregio.


immagine didascalia

Canale di Cannaregio.


immagine didascalia

Campo del Ghetto Nuovo.


immagine didascalia

La Strada Nuova.



Sestiere di Cannaregio

Cannaregio si sviluppa nella parte ovest della città ed è solcato da lunghi rii paralleli in cui probabilmente sorgevano dei canneti che hanno dato il nome al sestiere. Il principale di questi rii è il Canale di Cannaregio, che collega il Canal Grande con la laguna, ed è attraversato da due ponti: il Ponte delle Guglie e il Ponte dei Tre Archi.

Il sestiere di Cannaregio risulta essere il più popoloso e tipico sestiere della città, dove è ancora possibile trovare atmosfere e caratteri prettamente veneziani. Cannaregio detiene un triste primato, la creazione del primo ghetto al mondo, inaugurato il 29 marzo 1516, quando iniziò la residenza forzata dei cittadini di origine ebraica. Nell’800, durante il periodo di occupazione austriaca, il volto del sestiere subì diversi cambiamenti urbanistici: l’interramento di alcuni rii, la costruzione del ponte ferroviario e della stazione, la demolizione di molti edifici pubblici, portarono a una nuova pedonalizzazione che trasformò il sestiere, rendendolo più aperto ai flussi turistici. Oggi Cannaregio, caratterizzato dalle molte fondamenta piene di vita e di locali, è diventato un rione residenziale molto apprezzato dai giovani.

Tra i luoghi degni di visita, vi sono via Lista di Spagna e la Strada Nova, passeggiate famose per le botteghe d’arte, che dalla stazione portano a Rialto. Tra i siti artistici, notevoli sono il Ghetto, che subì gravi danni durante l’alluvione del 1966 e che fu completamente restaurato a spese del Comitato per il Centro Storico Ebraico di Venezia, e le Chiese di Sant’Alvise, della Madonna dell’Orto, di Santa Maria dei Miracoli, dei Santi Apostoli e dei Gesuiti.


1100 - 1200  -   - rev. 0.1.17

Venezia e le sue lagune

patrimonio dell'umanità: dialogo di culture, quale futuro?

crediti | help