Costantinopoli e Terra Santa.

Fondaco dei Turchi.

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Costantinopoli e Mar Nero

I rapporti di Venezia con l'Oriente sono stati sempre molto stretti: le rotte verso est furono meta dei traffici veneziani per tutta la durata della Repubblica. Tra l'800 e il Mille, Venezia intensificò e sviluppò i traffici e la navigazione toccò porti sempre più lontani, presupposto alla fortuna di Venezia e al controllo del mare verso Oriente. In particolare la politica veneziana si orientò fin dall’inizio verso Bisanzio, attratta dalla sua economia e dalla sua arte. Venezia nacque bizantina e per secoli si mantenne tale. Fino a tutto il 1300 e oltre, le ispirazioni a schemi e modelli dell'arte orientale furono molto forti e gli interscambi culturali ed economici con la splendida città sul Bosforo assai floridi.

Costantinopoli, con la sua invidiabile posizione geografica di spartiacque tra due mari, fu nei secoli un fondamentale punto di passaggio per i convogli marittimi per l’Egeo ed il Mar Nero. Tra le “mude” di più antica istituzione risulta infatti quella denominata di Romania, che passava per lo stretto del Bosforo.

Il grosso delle mercanzie di provenienza orientale arrivava con lunghi percorsi a dorso di cammello attraverso la Persia e il Turkestan da sud, o attraversando il Kazakistan e le terre dei Calmucchi a nord, fino ai porti del Mar Nero. Prima dei Veneziani, erano stati i Genovesi a sfruttare gli scali del Mar Nero, che nel corso del XIII secolo riuscirono ad acquisire una posizione di privilegio nei mercati dell’Impero Bizantino e della sua capitale. Essi si erano spinti infatti fino al Mar Nero e sulle sponde della penisola di Crimea, dove avevano fondato le tre colonie di Caffa, Balaclava e Sudak.

Nel 1381, in seguito alla Pace di Torino che sancì la fine della guerra di Chioggia tra Venezia e Genova, quest’ultima fu costretta a ridurre la propria presenza nel Mediterraneo orientale consentendo a Venezia di prendere il sopravvento anche nel Mar Nero, fondandovi la nuova colonia di Tana, sorta alla foce del fiume Don, non distante dall’odierna città russa di Azov. Sorse una nuova base veneziana anche ad Odessa, che riceveva le granaglie, le pelli ed il legname provenienti dalla Russia, mentre sulle coste meridionali del Mar Nero, Trebisonda e la vicina isola di Tanedo fungevano da tradizionali punti di arrivo per le merci provenienti dall’Asia, in prevalenza spezie e seta cinese.


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