Allegoria della Lega di Cambray. Palma il Giovane, part., Palazzo Ducale, Venezia

Trattato di pace, in ottomano, del 1573. Archivio di Stato di Venezia.

Palazzo Flanghinis, attuale sede dell'Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Post Bizantini

Palazzo Zenobio degli Armeni a Dorsoduro.

Doge Nicolò Marcello in un drappo tutto d'oro. Archivio di Stato di Venezia.

La dogaressa Zilia Priuli. Archivio di Stato di Venezia.

Una gentildonna veneziana - Pietro Bertelli Femina veneta. 1589 - Diversarum nationum. Archivio di Stato di Venezia.

Frontespizio della prima edizione dell'Amadigi di Bernardo Tasso, 1560, Venezia

Frontespizio delle regole grammaticali della Volgar Lingua di Messer Francesco Fortunio

Ritratto di giovane ragazzo di Tiziano, 1506 ca, Berlin-Dahlem, Staatliche Gemäldegalerie

Giuditta e Oloferne. Paolo Veronese, Vienne, Künsthistorisches Museum.

Udienza del Doge agli Ambasciatori.

La notte del Redentore - Venezia.

Le forze d'Ercole in equilibrio su due gondole.
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Allegoria della Lega di Cambray. Palma il Giovane, part., Palazzo Ducale, Venezia


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Trattato di pace, in ottomano, del 1573. Archivio di Stato di Venezia.


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Palazzo Flanghinis, attuale sede dell'Istituto Ellenico di Studi Bizantini e Post Bizantini


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Palazzo Zenobio degli Armeni a Dorsoduro.


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Doge Nicolò Marcello in un drappo tutto d'oro. Archivio di Stato di Venezia.


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La dogaressa Zilia Priuli. Archivio di Stato di Venezia.


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Una gentildonna veneziana - Pietro Bertelli Femina veneta. 1589 - Diversarum nationum. Archivio di Stato di Venezia.


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Frontespizio della prima edizione dell'Amadigi di Bernardo Tasso, 1560, Venezia


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Frontespizio delle regole grammaticali della Volgar Lingua di Messer Francesco Fortunio


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Ritratto di giovane ragazzo di Tiziano, 1506 ca, Berlin-Dahlem, Staatliche Gemäldegalerie


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Giuditta e Oloferne. Paolo Veronese, Vienne, Künsthistorisches Museum.


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Udienza del Doge agli Ambasciatori.


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La notte del Redentore - Venezia.


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Le forze d'Ercole in equilibrio su due gondole.


La vita nel '500

Nel XVI secolo la Serenissima conobbe momenti tra i più difficili della sua millenaria esistenza, come la guerra contro la Lega di Cambray (1507-08) , la conquista di Cipro da parte dei Turchi (1570-73) e una funesta epidemia di peste (1575-76).
Nondimeno la Repubblica seppe riprendersi velocemente, unica città italiana a mantenersi libera nella generale crisi degli altri Stati italiani.
Venezia è città cosmopolita, che attira e ospita sudditi dal proprio dominio - lo “Stato da Terra” e lo “Stato da mar” - ma anche stranieri, e fiorenti sono le Comunità greche , armene , albanesi, ebraiche. La nation todesca – tedeschi ma anche boemi, polacchi, ungheresi e trentini – aveva sin dal XIII secolo presso Rialto un proprio fondaco, prontamente ricostruito dopo l’incendio del 1505, e i mercanti turchi, albanesi e bosniaci trovavano, sin dal 1574, luogo di ricovero presso l’Osteria dell’angelo a San Matteo di Rialto (il Fondaco dei Turchi fu concesso solo nel 1621, nell’ex Palazzo Pesaro sul Canal Grande presso San Stae).
Tornati prosperi commerci e traffici, Venezia si “ricrea” anche dal punto di vista urbano-architettonico della città, ove ogni classe sociale viene a trovare un proprio spazio esistenziale, abitativo, produttivo.
La cultura era di casa a Venezia. L’attivissima Arte della stampa tramanda ai posteri opere letterarie , poetiche, musicali, ma anche le scienze (medicina, matematica, idraulica, ecc.) primeggiano allo Studio di Padova e alla Scuola di Rialto. La pittura esalta artisti come Gentile e Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano , Lorenzo Lotto, Paolo Veronese ,Canaletto .
Alla rappresentazione scenica e rituale del potere dello Stato concorrono tutti i cittadini, dai patrizi all’ultimo dei popolani.

Le grandi feste pubbliche, rinnovate di anno in anno, di carattere politico o per ricorrenze religiose – nel 1578, a ricordo della liberazione dalla peste, si aggiunse la magica notte del Redentore , alla vigilia della terza domenica di luglio – si accompagnano nel corso dei secoli ad occasioni più modeste, ma non meno sentite, di divertimenti tipicamente popolani. Accanto ai freschi (cortei al tramonto) per i canali cittadini, ecco le feste sull’acqua, organizzate dalle Compagnie della Calza , allietate da suntuosi banchetti, tornei, naumachie, danze e naturalmente regate, gare di velocità predisposte in occasione di visite illustri. Ma anche i campi divengono naturali scenari teatrali per cacce di tori – riservate alla corporazione dei beccheri , macellai – o addirittura di orsi.
Le fazioni dei Castellani (abitanti dei Sestieri di Castello, San Marco e Dorsoduro) e dei Nicolotti (dei sestieri di San Polo, Santa Croce e Cannaregio si affrontano nelle “guerre con i bastoni” e nelle “battagliole dei pugni”, che spesso degeneravano in cruente zuffe con morti e feriti.
Spettacolari sono poi le “Forze d'Ercole, ovvero piramidi umane, spericolati esercizi acrobatici accompagnati da musica, allestiti non solo in Piazzetta San Marco e nei campi, ma pure in Canal Grande , su zatteroni appoggiati sopra barche, le peate, sino a giungere all’abilità di piramidi costruite sull’unica base di due ferri da gondola.

Michela Dal Borgo


1500 - - rev. 0.1.54

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